
Elena Maretti
Elena Maretti · 15 anni
Elena Maretti, di 15 anni, frequentava il liceo a Magione, un piccolo paese sulle colline del Lago Trasimeno, in provincia di Perugia. Era una ragazza tranquilla e osservatrice, con una curiosità rara per la storia e le mappe antiche. I suoi professori la descrivono come una studentessa diligente che preferiva passare l'intervallo in biblioteca piuttosto che in cortile, e che riempiva interi quaderni con piantine e disegni di città che non esistono più.
Dall'inizio dell'estate collaborava tre pomeriggi a settimana come volontaria alla Biblioteca Comunale «Vittoria Aganoor Pompilj», nel centro storico di Magione. Lì riordinava vecchie riviste e documenti e aiutava a catalogare piccole collezioni; l'Archivio Storico comunale era il suo angolo preferito. Viveva con i genitori, Anna e Marco, e con il fratello minore Davide, di nove anni. Il 18 agosto è uscita di casa nel pomeriggio, come ogni giorno, con il suo zaino di tela grigio e la maglietta blu scuro, e non è rientrata all'ora stabilita.
Un tragitto di dodici minuti è diventato l'enigma di un intero paese.
Il suo numero di telefono è stato localizzato per l'ultima volta a Torino, a oltre quattrocento chilometri da casa, e non si è più riacceso. I carabinieri hanno esaminato le telecamere della biblioteca e della stazione, ma le tracce si perdono a Magione. La ragazza risulta scomparsa da circa 20 giorni e la famiglia non ha ricevuto alcuna richiesta di riscatto.
Quattrocento chilometri nella direzione sbagliata.
Lettura: dalla biblioteca il ritorno naturale porta a casa (centro storico di Magione). Invece l'ultima immagine la riprende mentre si dirige verso la stazione, in direzione opposta, e il giorno dopo il telefono ricompare a Torino, ~420 km a nord-ovest: una distanza compatibile solo con uno spostamento in veicolo.
Venti giorni senza notizie: quello che si sa e quello che si continua a cercare.
Dalla sera del 18 agosto, i carabinieri hanno esaminato più di duecento ore di registrazioni delle telecamere della biblioteca, della stazione e dei negozi di Magione. Le tracce di Elena si perdono poco dopo le 19:52, quando il telefono ha inviato l'ultimo messaggio a poche centinaia di metri dalla stazione.
Gli investigatori hanno ascoltato la famiglia, gli insegnanti, i compagni di scuola e i dipendenti della biblioteca. Hanno escluso che la ragazza avesse un viaggio programmato o che se ne fosse andata di propria volontà: non ha prelevato denaro, non ha preso vestiti e ha lasciato a casa la tessera della biblioteca e i documenti.
Un vicino sostiene di aver visto una ragazza che corrispondeva alla descrizione alla fermata dell'autobus vicino alla stazione, verso le 20:20, mentre parlava con il conducente di un furgone bianco. I carabinieri stanno verificando quella testimonianza, che per ora è l'unica pista concreta dopo l'ultimo aggancio del telefono.
La famiglia ha distribuito più di diecimila volantini in Umbria e mantiene aperto un profilo sui social network dove pubblica ogni giorno le zone di ricerca. In tutto questo tempo non è arrivata alcuna richiesta di riscatto né alcun contatto che possa essere considerato credibile.
Un milione di euro per il fatto che può cambiare la fine.
Fonte dei fondi
un fondo fiduciario indipendente istituito tramite uno studio legale dal "Fondo Famiglia Maretti".
Condizioni
l'informazione deve essere verificata e portare direttamente al ritrovamento in sicurezza o alla localizzazione della persona.
Verifica congiunta
la valutazione è svolta da una squadra investigativa, da consulenti legali indipendenti e dal trustee, per evitare congetture e false richieste.
Messaggi duplicati, illazioni online, materiali ottenuti illegalmente e accuse pubbliche che possano ostacolare le indagini non danno diritto alla ricompensa.
Ricordi quella notte?
Un orario, un percorso, un'immagine: possono ricomporre i minuti prima della sua scomparsa. Se eri a Magione o nei dintorni della stazione tra le 19:30 e le 21:00 del 18 agosto, qualsiasi dettaglio può essere il tassello mancante: un'auto ferma, un furgone bianco, una ragazza con uno zaino di tela alla fermata dell'autobus.
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